L’offroad “vulcanico” della Jeep Renegade: ecco la sua prova sull’Etna – GALLERY –

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Jeep Renegade. La più piccola della gamma, proposta per la prima volta col motore 2.0 litri turbodiesel depotenziato, è intrigante e abbordabile per un pubblico sempre più vasto. La potenza di 120 CV, erogata dal 1.6 MJT, è accompagnata dalla trazione integrale.

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La prova. Il primo breve tratto sull’asfalto serve per capire che quella manciata di cavalli in meno non cambia il carattere delle Renegade più potenti: si marcia nel traffico senza affanno e anche quando c’è da effettuare un sorpasso veloce, sotto il piede la risposta è sempre piena. Vicino alla zona rossa del contagiri, è vero, il quattro cilindri si siede un po’, ma non c’è mai bisogno di spingere sul gas così tanto per mantenere un buon ritmo. In autostrada, si apprezza la generale silenziosità e, appena si passa dall’asfalto alla roccia, emerge anche l’ottimo lavoro delle sospensioni.

Il terreno è molto duro e particolarmente insidioso per il sottoscocca, ma dentro l’abitacolo si sopportano bene le decise sollecitazioni. Si procede a velocità moderata, con un buon “tiro” lungo la salita, dovendo far conto solo in qualche passaggio sui rapporti più bassi. Lo schema di trazione integrale è semplice, ma conta sul sistema Selec-Terrain per affrontare, assistiti dall’elettronica, vari tipi di fondo (dal fango sino alla roccia) nelle migliori condizioni. Tuttavia ciò che emerge, soprattutto su questo percorso, è la grande maneggevolezza della piccola Jeep, oltre alla buona presa dei suoi pneumatici.

 

Fonte: Quattroruote.it

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